

Scheda.
Il linguaggio filosofico: Polivalenza dei nomi e polinomia delle
cose

L'analisi di G. de Santillana (vedi il brano La sapienza degli
stoici) del concetto di pnema nella filosofia stoica ci pone di
fronte a una serie di parole che - nel linguaggio filosofico -
hanno un significato molto preciso e ad altre che pur presumendo
altrettanta precisione hanno modificato il loro significato nel
corso del tempo, contraddicendo, in qualche modo, quanto avevano
sostenuto Socrate e Platone.
Platone, riferendo nel Fedro il mito di Theuth, conclude con
l'affermazione: le parole scritte: crederesti che potessero
parlare quasi che avessero in mente qualcosa; ma se tu, volendo
imparare, chiedi loro qualcosa di ci che dicono esse ti
manifestano una cosa sola e sempre la stessa (276 a).
Aristotele, invece, riconosce la polivalenza di un termine e - se
ci si riferisce a enti particolari - sostiene la polinomia di
tutti gli enti, ripetendo quella che appare addirittura come una
formula: la sostanza pu essere detta in molti modi, cos come
l'accidente e ogni altra cosa; perfino l'Essere pu essere detto
in molti modi.
Il rapporto fra le parole e gli enti che esse designano - anche se
univoco all'interno di un determinato sistema filosofico - pu
diventare ambiguo all'interno della filosofia nel suo complesso.
Si prenda l'esempio di physis (natura): nei primi filosofi (i
fisici ionici) essa indica il Tutto, quindi niente - nemmeno
l'uomo - pu essere posto al di fuori di essa; con i sofisti
emerge, invece, una contrapposizione fra la physis e l'uomo:
l'uomo, con le sue le leggi (nmoi), pu infatti contrapporsi
alla natura. Fra gli stessi sofisti, poi, il concetto di natura
 tutt'altro che univoco. Per Platone la physis  il risultato
dell'opera del Demiurgo che ha plasmato la materia madre avendo
come modello le Idee: il mondo naturale, quindi,  imitazione del
mondo ideale, e nettamente pi in basso di questo nella gerarchia
dell'Essere. Aristotele dedica grande attenzione alla physis, alla
quale dedica le sue opere di fisica: la natura comprende tutti gli
enti soggetti al movimento; la fisica  la scienza del divenire;
sono pertanto esclusi dal concetto di natura gli enti ingenerati
ed eterni e anche i prodotti realizzati dall'uomo attraverso la
tchne. Per Aristotele la physis  un unico grande organismo
vivente, mosso da un'unica causa e tendente a un unico fine.
Democrito e gli atomisti - e quindi anche Epicuro e gli epicurei -
presentano un'immagine della physis opposta a quella di Platone e
anche a quella di Aristotele: tutta la realt  costituita dalla
materialit (atomi) della physis; inoltre la natura non  mossa
al suo interno da alcun progetto finalistico: l'incontro fra gli
atomi  dovuto al caso e (nel caso di Epicuro) al clinamen; una
volta costituitisi, i corpi naturali sono legati alla ferree leggi
della necessit, in un meccanicismo che non consente deroghe o
eccezioni. Con gli stoici ricompare la physis come organismo
vivente.
Una storia forse ancora pi complessa  toccata in sorte alla
parola lgos, sicuramente a causa della sua polivalenza gi messa
in evidenza da Eraclito: Lgos  la Ragione che governa l'eterno
fluire delle cose, ma lgos  anche la scintilla di fuoco divino
presente nella mente degli uomini e che permette loro di conoscere
la Verit; lgos, infine,  la parola che pu esprimere quella
conoscenza. Anche Platone parla di tre significati di Lgos -
seppure in termini molto diversi da Eraclito -: il sapere 
credenza vera associata a un lgos, cio a un discorso
attraverso il quale  possibile esprimere il pensiero;  anche il
render conto di una cosa enunciandone gli elementi; , infine, lo
strumento che indica la differenza, ovvero il segno distintivo
di una cosa. Per Platone, quindi, la sfera del lgos coincide con
quella del discorso che, fornendo la definizione delle cose,
permette la conoscenza (confronta Teeteto, 206 d-208 d). Il lgos
come discorso e, in particolare, come discorso dichiarativo
(lgos apophantiks) - una proposizione che pu essere vera o
falsa -  l'oggetto studiato dalla logica aristotelica. Con gli
stoici il lgos recupera quella funzione generatrice e regolatrice
del tutto che sembra essere stata di Eraclito: essi, infatti,
parlano di Lgos spermatiks, una Ragione seminale, principio
attivo del cosmo.
Altri termini, nella misura in cui coinvolgono la descrizione
tecnica della realt piuttosto che la sua struttura, hanno una
stabilit maggiore:
vitalismo e vitalistico indicano una concezione della realt
intesa come organismo vivente e quindi non riducibile a leggi di
tipo meccanico. Ad esempio, Aristotele ha una concezione
vitalistica della natura;
archetipi sono i modelli originari di tutte le cose: ad esempio,
le Idee di Platone;
monismo si usa per indicare il carattere unitario di tutta la
realt, all'interno della quale non  concepibile una divisione
netta, ad esempio, fra materia e spirito;
organicismo  - come il vitalismo - il convincimento che la realt
sia un tutto organico - un organismo - e che, in quanto tale, non
abbia bisogno per la sua vita di interventi esterni, quale, ad
esempio, una Mente legislatrice: le cause e le norme della vita di
un organismo sono tutte al suo interno;
determinismo indica la presenza di leggi ineludibili, necessarie,
all'interno della realt, ove non  lasciato alcuno spazio alla
libert o al caso;
intuizione  quella forma di conoscenza - per lo pi immediata -
che non fa ricorso alle strutture e alle facolt logico-
scientifiche della mente;
misticismo indica l'esperienza diretta del divino da parte
dell'uomo; come per l'intuizione, non c' mediazione delle facolt
logiche e razionali, ma, anzi, opposizione ad esse

